Caro Alberto,
considero il Tuo gesto come un gesto di grande dignità, non solo politica, ma di uomo.
In passato, in altri frangenti, ci siamo trovati insieme a cercare di contrastare l'arroganza politica, arroganza che talvolta era al limite della correttezza e della legalità, e quindi credo di poter ben sapere quale sia stato il Tuo animus.
Quando ci parlavamo ai tempi delle elezioni comunali, già quella volta obiettavo di come certi partiti ( Solo certi o tutti? ) ragionassero con le impostazioni romane e non con quelle locali, andando alla fine a generare goffaggini e figuracce che hanno portato ai risultati che tutti ben conosciamo.
Ora Tu hai avuto il coraggio di dirlo in faccia a certe persone, senza timori reverenziali. Ti fa onore, non so se io avrei avuto lo stesso coraggio.
C'è una cosa che però non condivido, ovvero l'uso del termine "mistilingue".
Cos'è un mistilingue?
Chi può definirsi un "mistilingue"?
Qual'è la semantica della parola "mistilingue"?
Io non sono nato a Bolzano, ma sono figlio di un italiano e di un'austriaca; sono un mistilingue?
Mio padre è figlio di un italiano e di una greca: è un mistilingue?
E poi, è "mistilingue" un napoletano, figlio di due napoletani, che però parla perfettamente il tedesco?
Perché se il termine "mistilingue" si riferisce solo a chi è, qui in provincia, figlio di genitori di due gruppi etnici diversi, allora il concetto sarebbe veramente, e gravemente, razzista.
Mischling significa bastardo, ma Mischung significa mescolanza, commistione.
Un sottile gioco di significati, ma con una dietrologia "razziale" che già ha causato in passato drammi di immense dimensioni.
Amedeo Rossetti de Scander