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Cantieri sull’autobrennero

di Renzo Segalla – sabato 03/07/10

 

     Eliminatine diciassette, fino a agosto; ne restano aperti soltanto sette, si legge sulla stampa.”Stiamo realizzando una corsia di emergenza più larga che si potrà utilizzare anche nei momenti di traffico intenso” spiega il neo presidente dell’Autobrennero Spa, ing. Walter Pardatscher.

    Obbiettivo: ridurre i disagi in luglio e agosto. Si tratta di attuare una terza corsia da Campogalliano a Bolzano, la quale assorbe il grosso degli interventi(nel 2009 l’A22 ha investito 115 milioni di euro) ha rilevato l’amministratore delegato,  dott  Paolo.Duiella.

   Terza corsia che non è possibile attuare tra Bolzano e il passo del Brennero: ci sono i viadotti e le gallerie, rileva il direttore tecnico. ing. Carlo Costa. Precisa l’ad Duiella”E’ un imbuto che si dovrebbe superare con il collegamento ferroviario”. Il quale da  Prato Isarco a Chiusa

già corre. per circa 13 km al sicuro, in tunnel.

    In data 11 aprile 1974 anche l’ultimo tronco, Chiusa -  Bolzano sud veniva aperto e il  traffico poteva correre sull’intera asta autostradale dal Brennero a Modena, 313 km.

    A Bolzano sud sul cofano di una macchina, che serviva da tavolo, vi fu la firma del verbale di visita e di collaudo per l’apertura al traffico da parte dell’ing. Corrado Clausi Schettini, Capo dell’Ufficio Speciale dell’Anas di Bologna, accompagnato dall’ing. Postiglioni, e dall’ing. Danilo Menia dell’Anas di Bolzano, del Presidente della Società del Brennero, dott. Donato Turrini, del Direttore Generale avv. Renzo Morelli col Vice Direttore, dott. Gabriele Santoni, e del Direttore Tecnico, ing. Gerio Castracani, e alla presenza dei Consiglieri e Sindaci, del progettista ing. Bruno Gentilini, dei funzionari della Società e dell’ingegnere Capo del Comune di Bolzano, ing. Renzo Segalla e di altre autorità e del benemerito ing. G. Innerebner.

   Dopo gli adempimenti formali, il Consigliere avv. Walter von Walter invitò amministratori, funzionari e tecnici in un maso situato tra i vigneti, ai piedi della collina Santa Maddalena, a Rencio. Così a pag. 126 di”L’ autostrada del Brennero nella sua storia” di Donato Turrini – Casa editrice I.C.A. – Trento.

   Sono trascorsi oltre 36 anni da quella data. Come già rilevato quel tronco di strada è costituito da viadotti – ponti e gallerie, le cosiddette opere d’arte.

   Come qualsiasi altra opera d’ingegneria civile modernamente concepita, anche un’ autostrada, in realtà,. viene caratterizzata da un cosiddetta”vita utile, definita in fase di progetto, attuata in fase di costruzione con la  costante verifica della rispondenza alle prescrizioni di capitolato, e successivamente garantita nella fase di esercizio con le attività di controllo, di ripristino e di adeguamento alle nuove conoscenze e alle nuove esigenze, specie in presenza di opere d’arte, come nel tratto sopra indicato.

  Progettazione, costruzione e manutenzione diventano perciò per un’autostrada tappe successive di un trinomio ormai inscindibile, né concettualmente né praticamente, nel quale semmai è la manutenzione che assume un ruolo e una rilevanza tale da condizionare e improntare la stessa progettazione.

   Il significato stesso di manutenzione, però, non è più inteso come semplice e esclusiva opera di conservazione, bensì definito come attività mirata al mantenimento della”vita utile” in tutta la sua accezione concettuale di durata, affidabilità, efficienza, funzionalità. Il concetto di manutenzione viene così a trasformarsi da esclusivamente”fisico” in quello più ampio, ma anche più impegnativo di “servizio”.Cioè non più confinato entro obbiettivi esclusivamente strutturali tesi alla protezione e riparazione delle sole strutture, ma destinato a perseguire e cogliere più ampiamente la funzionalità complessiva del bene autostrada, cioè, come sopra rilevato, l’affidabilità, l’efficienza, la  rispondenza e la durata di tutte le sue componenti. Di qui, i condizionamenti della manutenzione sul progetto dell’opera stessa, i suoi riflessi sull’esecuzione, il suo continuo affinamento legato alla ricerca, alla programmazione e all’attuazione degli interventi più idonei e tempestivi, in un quadro di pianificazione che costituisce il modo di operare cosapevolmente della Società concessionaria Autostrada del Brennero, come dimostra con i suoi 24 cantieri in attività..

  Il bene autostrada è e offre un servizio soggetto all’uso del traffico e all’invecchiamento del tempo, che rende possibile, mediante le entrate da pedaggio, affrontare i costi della manutenzione, la quale, se ben condotta e programmata garantisce la “vita utile” dell’autostrada stessa insieme alla sicurezza. e aumento del traffico. A maggior traffico corrisponde sempre un aumento della necessità di manutenzione. In particolare nel tronco Chiusa – Bolzano.

   Altre Società concessionarie saranno in grado di intervenire altrettanto tempestivamente e puntualmente  come la Società spa Autobrennero, che conosce fino nei minimi particolari il corpo autostradale,  ele sue opere d’arte(viadotti e gallerie) specie in una zona orografica, instabile, come è la strettoia della valle Isarco tra Chiusa e Bolzano?

   Non avrebbe effetti più positivi concedere all’Autobrennero una proroga di concessione trentennale?

 

Renzo Segalla, già direttore tecnico e vice direttore generale della Società pa Autobrennero da metà ottobre 1980 a metà ottobre 1990

 

renzo.segalla@virgilio.it.

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