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Continuare a trattare, a prescindere dalla manovra finanziaria blindata

di Renzo Segalla – venerdì 09/07/10

 

     L’onorevole Siegfried Brugger, deputato della SVP, dice: per l’A22 si va verso la gara; “si tratta di una strada obbligata dopo che il governo ha deciso di blindare la manovra economica e di andare al voto di fiducia; del resto era pressoché inevitabile””Anche se si fosse riusciti ad emendare su questo punto l’articolo 47 della manovra finanziaria la soluzione non sarebbe mai passata a Bruxelles, perché l’Ue è contraria alle proroghe” Così a pag.9 del quotidiano Alto Adige di mercoledì 7 luglio.

    “Allora si torna a trattare” invita, un po’ irritato, il Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Luis Durnwalder..

     Si concorda in pieno con quanto asserito dal Presidente della Provincia”Autonoma” di Bolzano.

Prima di presupporre come si pronuncerebbe la Commissione europea sarebbe opportuno studiare il Diritto dell’Unione europea, a cominciare da metà degli anni Cinquanta, dalla Ceca(Comunità del carbone e dell’acciaio), settore siderurgico, alla Comunità economica europea(CEE) fino all’euro, considerato da taluni come il completamento del mercato unico, primo obbiettivo, e inizio dell’unione politica in fieri. In un sistema economico liberale le attività di produzione di beni(es.agricoli) e servizi, compreso il settore di trasporti, devono essere messi in concorrenza(1990) fra imprese e gli Stati membri, al fine di conseguire risultati positivi(efficienza) e funzionalità.

   In un processo politico – sociale, sulla base dell’art.3 TCE( Testo ) e art. 81 e 82, secondo cui il mercato dovrebbe svilupparsi entro la concentrazione del potere economico( art. 81 vieta ad es., accordi tra imprese)(art.82 abusi).

   Gli articoli 86 e 89 concernano la disciplina degli Stati membri.

Vi sono poi i Regolamenti: 1 del 2003(limitazione degli obiettivi, decentramento delle attività) e 139 del 2004(disciplina il controllo della concentrazione nociva, può ridurre la concentrazione fino a una soglia di frattura, considera elementi di trans - nazionalità, al di fuori del territorio:  esamina caso per caso; al fine di prevenire effetti negativi; allora si applica, per le imprese, l’art. 81; se effetti anti- economici, allora vi è la nullità; diversa è la decisione se gli effetti sono positivi, in relazione alle condizioni geografiche, omogene…)

    Sta di fatto, allo stato attuale, che la quasi totalità delle decisioni europee sono il risultato di compromessi fra i vari governi.

    In sostanza il presidente della Commissione europea è come il capo di una agenzia che deve realizzare gli obiettivi decisi dai primi ministri degli Stati membri.

    Pertanto la soluzione del problema, a modesto parere dello scrivente, se consentire la concessione di una proroga o esperire una gara, la quale potrebbe avere effetti negativi sia in campo regionale sia in quello nazionale e internazionale, è e rimane in primo luogo di spettanza del governo italiano(Ministro delle Infrastrutture(Lavori Pubblici) di concerto con il Ministro dell’Economia(Tesoro).)

    Di conseguenza è dovere dei deputati e senatori, a cominciare da quelli regionali, di mobilitarsi e attivarsi per far valere le buone ragioni  a favore della concessione di una proroga, al fine di conseguire un interesse sia regionale sia nazionale sia internazionale.

 

Renzo Segalla

renzo.segalla@virgilio.it.

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