Segnaletica: come sempre si dice che “il pesce puzza dalla testa”
di Alberto Berger – martedì 27/07/10
Nulla sfugge al nostro Presidentissimo Luis Durnwalder, nulla è sfuggito certamente sulla toponomastica e certamente l’Alpenverein non si è sognata minimente di cancellare i nomi italiani a tappeto su tutto l’orizzonte della segnaletica.
Non è da un leader, nascondersi dietro alla verità di un “gioco” che non è gogliardico, ma presenta un palese contenuto etnico, “scalda animi”, come è stato evidente.
Mi sembra sempre che le strategie privilegiate siano quelle del sollevare gli animi per compattare i fronti e per poi sottolineare l’atteggiamento “repressivo”, per non dire fascista, del governo romano.
Ma quando mai usciremo dalla logica del “braccio di ferro”, per costruire buon senso?
Quando mai la smetteremo di dire che gli “italiani” vogliono tradurre i nomi propri di famiglie?
Smettiamo di giocare ed andiamo al sodo.
Si vuole o no arrivare ad una pacifica soluzione, o si cerca ancora di cavalcare questo argomento oggi ed altri domani, per dividere, invece che unire?
Al di fuori di battaglie di principio, al di fuori di preconcetti, la soluzione non è un problema è nelle naturale evoluzione di usi e costumi fino ad oggi. E lasciamo Tolomei dov’è, cioè nella storia, nella storia di tempi difficili e passati.
Il percorso negli ultimi decenni è stato di benessere e viviamo questo benessere in serenità, perché altri sono i problemi per le famiglie in questa crisi di oggi.
Alberto Berger - laboratorio Athesis